UNI EN ISO 14001:2015

ISO14001

La norma UNI EN ISO 14001, che definisce i requisiti per un sistema di gestione ambientale, è una delle norme più utilizzate al mondo e costituisce uno strumento essenziale per molte organizzazioni. Con più di 300.000 certificati emessi ogni anno a livello globale, si colloca ai primi posti nell’agenda di molte organizzazioni che hanno dato importanza al loro impatto sull’ambiente.

Per conservare tutta la sua rilevanza sul mercato, è stata ora pubblicata la nuova versione revisionata: la UNI EN ISO 14001:2015 risponde alle ultime tendenze, tra cui la crescente consapevolezza delle imprese riguardo alla necessità di tenere in conto sia i fattori esterni che quelli interni che influenzano sul loro impatto ambientale, in particolare la volatilità del clima.

Contesto dell’organizzazione UNI EN ISO:
Il contesto dell’organizzazione è posto come requisito preliminare per la definizione del campo di applicazione del sistema di gestione ambientale e per la pianificazione, rafforzando l’orientamento verso le parti interessate.
L’Organizzazione, prima di identificare il proprio campo di applicazione e prima di pianificare, deve conoscere il contesto in cui opera. L’edizione precedente della norma lo considerava già implicitamente nell’individuazione degli aspetti ambientali e nella pianificazione generale.
Per definire gli ambiti di applicazione del sistema di gestione ambientale (SGA), l’organizzazione deve tenere conto dei fattori interni ed esterni che possono influire sulle capacità di raggiungere i suoi obiettivi ambientali. Tali fattori sono:
– il contesto in cui l’organizzazione opera
– i bisogni e le aspettative delle parti interessate.
Leadership UNI EN ISO:
Enfasi sul ruolo chiave del Top Management: assegnando specifici ruoli e responsabilità, dimostra il suo impegno nell’assicurare l’effettiva applicazione del sistema di gestione ambientale.
L’impegno del Top Management deve inoltre essere proattivo verso la protezione dell’ambiente, nei suoi molteplici aspetti, tra i quali:
– prevenzione di impatti negativi
– uso sostenibile delle risorse
– mitigazione e adattamento ai cambiamenti climatici
– protezione della biodiversità e degli ecosistemi.
La nuova norma non parla più di un Rappresentante della Direzione, ma coinvolge esplicitamente il Top Management (“Persona o gruppo di persone che dirigono e controllano una organizzazione al più alto livello”).
Gli obiettivi del SGA si integrano con la pianificazione strategica dell’organizzazione.
Pianificazione UNI EN ISO:
Nel pianificare il sistema di gestione ambientale, l’organizzazione deve prendere in considerazione rischi ed opportunità in relazione:
– agli aspetti ambientali significativi
– ai requisiti di legge applicabili
– ai requisiti relativi ad altri fattori interni ed esterni
– al fine di ponderarli in modo preciso in fase di definizione degli obiettivi ambientali.

Esplicitato il concetto di rischio, la cui valutazione deve basarsi su tre fonti:
– aspetti ambientali
– prescrizioni legislative
– contesto dell’organizzazione.
Supporto UNI EN ISO:
Nuovo punto in cui sono convogliati i requisiti di supporto, ossia: risorse, competenze, consapevolezza, comunicazione ed informazione documentata.
La consapevolezza è elevata a requisito.
Informazione documentata:
– è il vero elemento di novità (comune a tutte le norme aderenti alla HLS)
– sostituisce i termini “procedure” e “registrazioni”
– può essere redatta e conservata nella forma che l’organizzazione ritiene più adeguata in funzione delle proprie esigenze, rischi ed opportunità
– non deve essere interpretata come il venire meno dell’obbligo – da parte delle organizzazioni – di sviluppare, mantenere e registrare quanto richiesto dal sistema.
Attività operative UNI EN ISO:
Introdotto il concetto di Life Cycle Perspective, un approccio che prevede l’attenzione alla tutela dell’ambiente in tutte le fasi produttive:
– progettazione e sviluppo
– individuazione delle materie prime
– imballaggio e distribuzione
– riuso e riciclo
– smaltimento finale.
Life Cycle Perspective pone maggiore enfasi sui requisiti ambientali richiesti nell’approvvigionamento dei beni e servizi e nel controllo dei processi affidati in outsourcing.
Life Cycle Perspective si traduce in un’esplicita richiesta da parte della norma di:
– controllare i processi in outsourcing
– determinare i requisiti ambientali per il procurement
– considerare i requisiti ambientali delle attività di sviluppo, consegna e trattamento di fine vita dei prodotti/servizi
 -considerare la necessità di fornire informazioni sugli impatti ambientali potenziali durante la consegna di prodotti, servizi e trattamento di fine vita del prodotto.
Valutazione delle prestazioni UNI EN ISO:
Inseriti requisiti più specifici relativi alla valutazione delle prestazioni ambientali, inclusa la necessità di stabilire criteri e indicatori per analizzare e valutare le proprie prestazioni ambientali.
Rafforzati alcuni elementi connessi al monitoraggio e alla comunicazione delle performance.
È richiesto più chiaramente all’organizzazione di determinare:
– quali aspetti debbano essere monitorati e misurati, in relazione a specifici fattori
– gli indicatori con cui sarà misurata la performance ambientale
– quando i risultati del monitoraggio e delle misurazioni dovranno essere analizzati e valutati.

Miglioramento UNI EN ISO:
Concetto di “miglioramento continuo” associato anche alle performance ambientali, oltre che ai miglioramenti del sistema di gestione.
È chiaramente esplicitato l’obiettivo del sistema del gestione ambientale, ovvero il miglioramento delle perfomance ambientali dell’organizzazione. La nuova edizione della norma rende tale obiettivo più concreto ed effettivo.

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